Bersani alza la voce. Ma il Pd gioca di rimessa

Nella sua intervista a l’Unità di stamattina, Pierluigi Bersani lancia l’allarme, dicendo che bisogna stare attenti perchè è questo il momento più pericoloso. Il momento in cui «c’è il tramonto ma ancora non si vede l’alba».

Dice che non basterà un giorno, il giorno di un voto, a chiudere con quindici anni di berlusconismo: “dopo il 14 saremo solo un passo più avanti nella strada lunga verso l’alternativa”.

A una settimana dalla piazza (manifestazione del Pidì l’11 dicembre) Bersani rivendica al Pd il ruolo di baricentro dell’alternativa di governo: «senza il Pd non ci sarà alternativa, siamo il perno di questa responsabilità». Se ci saranno «operazioni delimitate nell’ambito del centrodestra, anche correggendone i confini, faremo opposizione».

Ecco il punto. Bersani dice....senza il PD non vi è alternativa. Oggi non è più così. Tutti i giochi si stanno facendo nell’area di centrodestra. Il Pd osserva, aspetta le mosse altrui: non conta nulla e gioca di rimessa.

Senza il centro non vi è alternativa. Prima del Pd, questa area riformista che oggi è guidata da Bersani era il perno dell'opposizione. Adesso rischia di non essere neanche la cerniera.

E’ il cosiddetto Terzo Polo (politicamente inesistente ma forte in Parlamento e nei giochi di Palazzo) che dà le carte: se decide di non agganciare al proprio treno il vagone del Pd, il partito di Bersani finisce per ridursi al solito partitucolo monocultura della sinistra che grida ma che non conta. Altro che alternativa! Resta la rissosa e inutile sinistra dei tempi che furono.

Bersani dice anche che si deve ricominciare da una politica più sobria? Bene, cominci a tagliare i costi della politica e i tantissimi privilegi di cui gode anche il PD alla pari degli altri partiti. L'”edificante” salvataggio dei presidi siciliani, appoggiato anche dal PD è il segnale della nuova politica?

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