Paese coperto dalla neve e dalla malapolitica. Italia da rottamare?

Ricapitoliamo. L’Italia pare (è) un battello (fallato) alla deriva. Un po' bordello, un po' casa di riposo, un po' non si sa più cosa.

Il premier parla ancora solo della nuova compravendita di parlamentari; ministri come la rossa Brambilla sono sotto l’occhio della Corte dei conti e come il nero La Russa sbraitano in tv rivendicando “orgoglioso” il proprio passato (di bastonatore?); gran capi del Pdl come Verdini, boss di banche e appalti, indagato per il post G8 e terremoto; dopo la guerriglia romana, Manganelli, capo della polizia accusa: “Italia, paese instabile, polizia supplente”.

Per amor di patria non ricordiamo le vergogne della monnezza campana e della ricostruzione delle zone terremotate.

La ciliegina sulla torta è arrivata, come previsto, dalla prevista nevicata delle ultime ore: mezza Italia paralizzata, più per mancanza di direzione e insipienza che per altro.

Il governo non c’è. Ma soprattutto non c’è il governo della realtà, della situazione: basta un “niente” per mandare in tilt il Paese. Anche i mitici sindaci, capaci, attenti, pronti, sono un ricordo.

Firenze “chiusa” per neve, mai successo. E il sindaco Renzi, invece che fare il sindaco, pensa ad Arcore, alla grande politica, a rottamare i big del Pd. L’Italia è un paese da rottamare?

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