Che fine ha fatto ... Vladimir Luxuria?

Lo sbarramento del 4% voluto dal ‘porcellum’ per le elezioni politiche è un meccanismo molto semplice: o sei fuori o sei dentro. E così, nella debacle elettorale della Sinistra Arcobaleno è stata travolta anche lei, Vladimir Luxuria che passerà alla storia per esser stato il primo transgender ad entrare in Parlamento.

Dopo la sua mancata elezione (secondo un sondaggio di 'Libero.it' è il deputato più rimpianto), il Giornale di Mario Giordano, come ricorderete, l’aveva omaggiata (assieme a Pecoraio Scanio e Caruso) con una memorabile copertina: in prima pagina capeggiavano i loro tre faccioni corredati da un titolo a dir poco esilarante: “E adesso vi tocca lavorare!”.

Come trascorra, oggi, però, le sue giornate l’onorevole Guadagno non ci è dato saperlo. Sta di fatto che la sua agenda (consultabile qui) si è improvvisamente svuotata dopo il 14 aprile. Fatta eccezione per il tour di presentazione del libro scritto per Bompiani “Chi ha paura della Muccassassina”. Ovvero: “Chi è Vladimir Luxuria? Chi è stata prima di essere parlamentare alla Camera dei Deputati?”.

Noi, il suo libro – siamo sinceri - non lo abbiamo letto ma, in compenso, abbiamo apprezzato il ritratto che Gian Antonio Stella del Corsera ne fa nel suo “Avanti popolo!” (Rizzoli, pp. 268, € 17,50). Così, abbiamo scoperto di quando la sera usciva di casa con vestiti e trucchi in un sacchetto di plastica per poi cambiarsi in una cabina telefonica, di quando il preside la sospese per cinque giorni perché “sculettava”, di quando ha avuto la sua prima esperienza sessuale (in una sacrestia!) e di quando si prostituiva per riuscir a studiare.

Oggi, grazie a un’intervista che Luxuria ha rilasciato giovedì sera a “I Pirati” (Rai2), sappiamo che la sua paura più grande non è la morte ma, bensì “la solitudine”. E, nonostante, la sua, sia ormai un’identità che potremmo definire quasi “stabile”, gli interrogativi, i dubbi e le incertezze non la abbandonano.
Ecco, allora, che al mattino (è sempre lei a raccontarlo), le tocca fare i conti con sé stessa, con la sua, vita, con le sue scelte. A sollevarla, per fortuna, c'è il “caffè Luxuria” … il “caffè della goduria”.

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