Napoli nella M... onnezza. Si cerca un sito per una nuova discarica


Il servizio sulla crisi dei rifiuti a Napoli, trasmesso dal telegiornale di stamattina, sembrava vecchio di due (o 10) anni. Il problema: trovare un nuovo sito per aprire una nuova discarica in attesa della costruzione degli inceneritori. La soluzione: riaprire una delle discariche chiuse, trovare un Comune della provincia di Napoli disposto ad accogliere la monnezza o in alternativa provare a convincere qualche Comune delle province limitrofe. Nel frattempo iniziare a creare gli impianti per la trasformazione dell'umido in compost e aumentare la raccolta differenziata.

Quindi, ricapitolando, non solo ci sono 1500 tonnellate di immondizia in strada (materiale che nella notte di San Silvestro darà vita ai più grandi falò urbani di spazzatura del secolo) ma nel territorio della provincia ce ne sono altre 15.000 da smaltire. Il tutto senza che la profezia di Silvio Berlusconi (risolverò la crisi in 3 giorni) si sia avverata.

Chiedere conto al premier delle sue ottimistiche previsioni non è abitudine in Italia. Ma almeno qualcuno potrebbe iniziare a spiegare cosa è stato fatto negli ultimi anni in termini di politica per la gestione dei rifiuti: l'inceneritore di Acerra pare non aver risolto niente, le discariche che vengono ancora individuate come soluzione dovrebbero essere state dismesse da tempo, la raccolta differenziata a Napoli è arrivata a percentuali imbarazzanti ed anche contrarie alle previsioni di legge.

Tutto ciò nonostante i miliardi spesi per affrontare l'emergenza, i poteri speciali e i soldati mobilitati per sorvegliare la monnezza. Ma davvero questo è un problema impossibile da risolvere?

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