Ore 12 - 2011: Berlusconi a casa?

altroChiudiamo l’anno con una “banalità” che, però, non fa male ripetere: democrazia non vuol dire che la maggioranza (sempre pro tempore) ha ragione. La maggioranza ha (solo) il diritto di governare.

“Democrazia – come afferma Umberto Eco - non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia”.

Ora, la polemica che a San Silvestro si è riaccesa (se cioè nel 2011, come sostiene Eugenio Scalfari, Silvio Berlusconi cadrà e il berlusconismo verrà cancellato), non ha politicamente senso. In politica contano i fatti.

E’ indubbio che il Cavaliere ha “qualità” e “meriti”, non solo sul piano imprenditoriale. La sua discesa in campo portò l’Italia dalla prima alla seconda Repubblica, unificò la destra e spazzò via le velleità trionfalistiche delle sinistre.

Non c’è dubbio che il Cavaliere interpretò quel senso di cambiamento voluto dagli italiani dopo gli ultimi anni grigi e immobili (partitismo, consociativismo, statalismo, burocratismo ecc.) della prima Repubblica e il caos di Tangentopoli.

Gli italiani volevano diboscare il partitismo, cambiare e decidere l'alternanza con il voto: o di qua o di là. Questo era il senso “nobile” dell’alternanza con il bipolarismo.

Berlusconi è stato capace di “inventare” la sua parte e renderla vincente. Mentre è mancata l’altra gamba, una sinistra ottusa, arrogante e boriosa, incapace di fare i conti con la propria storia, di ridefinire identità e progetto culturale e politico.

Come dice Scalfari (in senso negativo) “Il berlusconismo è entrato nelle vene degli italiani”.

Ora, dopo ben oltre 15 anni il punto è questo: l’Italia sta meglio o sta peggio di prima? Al di là delle negative e influenti contingenze internazionali, Berlusconi ha dimostrato di essere capace di aggregare e di creare consenso, di saper vincere le elezioni, ma incapace di governare e di trasformare l’Italia.

Al di là della zavorra personale e di attitudini moralmente ed eticamente discutibili, il Cavaliere ha sollevato e solleva questioni anche giuste. Sollevarle non significa però risolverle. Così è stato. Non un nodo è stato sciolto. I vizi della seconda Repubblica si sono aggiunti ai vizi della Prima.

E il Paese arranca, diviso, sfiduciato, disilluso. Il berlusconismo ha illuso. I governi di Berlusconi, specie questo, hanno tolto l’illusione.

E l’alternanza? Meglio stendere un velo pietoso.

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO