Rassegna stampa estera: Berlusconi e l'Italia, prima e dopo la fiducia


La stampa straniera assiste sempre più attonita allo spettacolo di un paese ed un governo la cui agonia si protrae da tanto, troppo tempo. Ne sono una prova gli articoli pubblicati nelle ultime settimane, a cavallo del voto di fiducia.

Lo spagnolo El Pais ha ben sintetizzato la situazione del day-after:

La vittoria di Pirro e macchiata di scandalo offre a Berlusconi il sapore della vendetta contro il suo odiato alleato Gianfranco Fini, ma in realtà cambia di poco la critica situazione di malgoverno vissuta dal paese. Da un lato lo show farà crescere ancora il discredito della politica italiana; dall’altro accentua la divisione nel centrodestra, che non ha più la maggioranza assoluta (..)

Nonostante il superamento della mozione di sfiducia, la Lega Nord ha avvertito Berlusconi che il Governo non potrà continuare se non “si amplia la maggioranza”.

Nei Paesi Bassi, NRC Handelsblad ha descritto in termini poco lusinghieri il voto di fiducia:

È stato un evento snervante, condito da scene bizzarre e talvolta violente. Parlamentari che si azzuffano. Partorienti che vengono trasportate in ambulanza o in sedia a rotelle per poter votare – contro il premier. Una di loro ha dichiarato che solo la rottura delle acque avrebbe potuto impedirle di votare. Altre due donne hanno cambiato campo: abbandonando quello ormai nemico dell’ex compagno di partito Gianfranco Fini hanno votato a favore del premier, assicurandogli così i voti decisivi. Naturalmente, l’aria era densa di speculazioni. Le due parlamentari sarebbero state ‘comprate’ o avrebbero avuto altri motivi, legati ad interessi commerciali, per mantenere in sella il potente Berlusconi. Nel frattempo, studenti furibondi e celerini si davano battaglia per le strade, nella piazza chiamata del Popolo, violenze che hanno lasciato tracce profonde nella capitale. Alimentata da tutti gli scandali sessuali e d’altro genere, e dal penetrante odore di corruzione che circonda l’imprenditore/politico/magnate dei media/presidente di squadra di calcio/donnaiolo/multimilionario, la smania per “Berlusconi-il film” diventa irrefrenabile. Come minimo una trilogia. Nella spietata realtà odierna la domanda è però sempre attuale oltre che urgente: per quanto tempo si può andare avanti così? Per quanto tempo ancora l’Italia continuerà ad autolesionarsi con Berlusconi? (..) Nei prossimi giorni i capi di governo europei discuteranno sulla posizione della moneta unica, e Berlusconi è uno di loro. La questione è se il premier sia ancora in grado di governare efficacemente.

Il francese Le Figaro giudica il governo Berlusconi in maniera meno severa:

Come in altri paesi europei, la coalizione di governo subisce gli effetti della tempesta finanziaria. La buona gestione della crisi ha rafforzato il ministro delle finanze, Giulio Tremonti, rappresentante dell’ala radicale della squadra Berlusconi. Ma, allo stesso tempo, il rigore imposto ha alienato la componente sociale della destra. Anche all’interno della compagine imprenditoriale, il consenso iniziale si è sgretolato, come testimoniano le prese di posizione radicali di Luca Cordero di Montezemolo, amministratore delegato della Ferrari. L’ambizione personale di Gianfranco Fini, la personalità diabolica di Berlusconi e la propensione locale a drammatizzare la vita politica fanno sì che la destra italiana sembri al limite dell’implosione. (..) Nascosto dalle vicende scandalistiche della sua vita personale, il bilancio del presidente del consiglio che ha ricostituito la destra italiana non è trascurabile. L’economia ha resistito alla crisi, l’immigrazione è contenuta, la lotta contro la mafia dà risultati, le relazioni con la Russia e la diversificazione delle fonti energetiche, facilmente criticabili, sono pittosto da mettere a suo vantaggio… Invece di aggravare le fratture politiche e di impegnarsi in una campagna elettorale necessariamente paralizzante, sarebbe meglio che si avviassero dei negoziati per un patto di legislatura. (..) Qualsiasi altra soluzione sarebbe un temibile salto nel buio per il paese più indebitato della zona euro.

In Germania la Berliner Zeitung ha intervistato Umberto Eco, che vede tutta l'Europa a rischio della "sindrome Berlusconi":

"Berlusconi dimostra come potrebbero apparire i governi nei prossimi 20 anni. Il modo in cui ha sviluppato questa nuova forma di guida dello stato democratico-popolare si potrebbe chiamare avanguardia. Tutto ciò ha direttamente a che fare con il tramonto della democrazia rappresentativa. Dibattiti e udienze, come se fosse scontato, si tengono per prima in tv e solo dopo in Parlamento e nelle aule dei tribunali. Anche qui Berlusconi dimostra tutto il suo disprezzo nei confronti della magistratura e del potere legislativo. Questa forma di nuovo populismo che funziona grazie ai mezzi mediatici e all’infuenza esercitata sulle masse e che spinge ai margini gli strumenti della democrazia rappresentativa diventerà probabilmente presto normale anche in altri paesi".

Anche il giornale dei socialisti belgi De Morgen interpreta quello italiano come un caso particolare di un fenomeno europeo - in questo caso la crisi della sinistra:

Un casino, con il Popolo della Libertà di Berlusconi nel ruolo di unico partito che riesce a convincere abbastanza gente, nonostante le volgarità e l’insolenza. Il problema fondamentale non è quindi la forza d’attrazione di Berlusconi, ma il fatto che gli altri non riescano a dar vita a una forza contrapposta unita. Eppure non è mai stato così facile come ora. Non ci sono mai state così tante argomentazioni per convincere l’italiano medio, non estremista, che Berlusconi deve andare via, no? Dov’è l’Italia progressista e di sinistra? Dove sono i post-comunisti? I verdi? Dove sono le persone di buona volontà? Non esiste in Italia una maggioranza che condanna chi ha abusato di una ragazzina di sedici anni e che prova persino a toglierla dalle mani della polizia? Non lo credo. Dicono che sia una questione di credibilità ma il problema è che la sinistra è – per quanto possibile – ancor meno credibile di Berlusconi. L’unico modo in cui la sinistra cerca di recuperare credibilità è schierandosi contro Berlusconi. Con tutto il rispetto: è un po’ troppo poco. (..) Fondamentalmente non si tratta di una malattia nazionale. Cosa proponiamo ancora in Europa? Il Partito del Socialismo Europeo (PSE) produce sterili tesi dottorali che io non leggo più, perché tendono a farmi venire il mal di testa. Noi socialisti ultimamente permettiamo persino che sia la Merkel a riformare le banche. Ma noi cosa ne pensiamo? Non lo so, non lo vedo, non lo sento.

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