Movimento 5 Stelle: i dissidenti pronti alla scissione?

Si parla di trenta parlamentari che pensano di lasciare il gruppo. Dieci di loro sono già pronti alla spaccatura. Quanto c'è di vero?

La battuta che più colpisce nel vivo il Movimento 5 Stelle l'ha pronunciata Matteo Renzi: "Volevano dimezzare i parlamentari, per il momento hanno dimezzato i voti". Vero che Renzi non è mai stato tenere con Grillo & co., ma che i grillini adesso vengano apertamente sfottuti è una novità. Una novità che rende l'idea del clima pessimo che in questo momento si respira dalle parti dei parlamentari pentastellati. E, ovviamente, i dissidenti del Movimento 5 Stelle rialzano la testa.

I timori di scissioni, però, non esistono solo nelle ricostruzioni fantasiose dei giornalisti. Anzi, è lo stesso Roberto Fico, ortodosso senza macchia, a dare credibilità alla notizia: "Se trenta vogliono davvero andar via lo dicano chiaramente, piuttosto che parlare alla stampa. Abbiano il coraggio di uscire allo scoperto". E c'è da dire che parecchi non si fanno pregare, escono alla scoperto e rilasciano dichiarazioni chiarissime: "Mi chiedo se Grillo abbia davvero un disegno politico", dice Aris Prodani, "siamo come una macchina lanciata a 200 all'ora che non si accorge di stare andando a sbattere". "Dobbiamo capire che le persone contano, che sono importanti", si sfoga Mara Mucci.

Meno alla luce del sole, si svolgono le cene tra i ribelli per decidere il da farsi, scrive Repubblica.

C'è chi è davvero interessato a uscire dalle dinamiche pesanti del Movimento al più presto possibile, magari formando un gruppo che possa partire dai principi cardine della legalità e dei beni comuni per attirare i democratici delusi dal governo di larghe intere. Ma c'è anche chi ha una storia di destra, e guarda a quella parte del campo.

Insomma, il crollo dei voti registrato alle Comunali non sarà senza conseguenze. E più nello specifico, dei trenta dissidenti sarebbero una decina quelli davvero sul piede di guerra, come racconta invece il Corriere.

«Siamo in dieci, pronti ad andarcene», dice un parlamentare. Questione di tempo. Ma anche di dialettica interna. Se non si trova una composizione, se non si allenta la stretta del duo Grillo e Casaleggio, un drappello di 5 Stelle è pronta a formare un gruppo separato. Fervono le trattative con il Pd.

Quanto c'è di vero? Le cose sicure per il momento sono solo due: il gruppo di dissidenti esiste e s'incontra regolarmente, ma è difficile capire quanto siano davvero avanti le manovre di distacco dall'M5S; la seconda è che se la ribellione a Beppe Grillo e al suo "cerchio magico" si era fatta sentire quando le cose andavano più che bene, c'è da attendersi che dopo un risultato così magro i moti di insofferenza non possano che aumentare.

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