Elezioni Sindaco Roma: le previsioni sul ballottaggio tra Marino e Alemanno

L'analisi del flusso dei voti sembra avvantaggiare il candidato del Pd. Ma c'è sempre l'incognita astensione.

Marino vs. Alemanno

Il vantaggio di Ignazio Marino è di quelli importanti: 12 punti su Gianni Alemanno in previsione del ballottaggio per l'elezione a sindaco di Roma. Un vantaggio tale da scongiurare il rischio di ripetere l'impresa di Rutelli, che cinque anni fa dissipò un vantaggio di cinque punti perdendo al secondo turno? In verità qualche incognita c'è, vista la percentuale elevatissima dell'astensione (quanti di quelli rimasti a casa sono delusi del Pdl?) e il 12,5% del candidato del Movimento 5 Stelle.

Per provare a prevedere come andrà a finire possono però essere utili i flussi elettorali elaborati da Tecnè, che raccontano "chi ha votato per chi" nelle ultime elezioni comunali nella Capitale rispetto alle ultime elezioni politiche. La cosa più significativa è che circa un terzo di coloro che avevano votato per Pd o per Pdl a febbraio, a queste elezioni è invece rimasto a casa, il che significa che sia Marino che Alemanno hanno ancora un bel bacino di voti potenziali da cui attingere.

Leggendo i dati si capisce però come il candidato del centrosinistra abbia un grosso vantaggio rispetto al sindaco in carica. Quest'ultimo, astenuti a parte, ha già prosciugato il suo bacino elettorale: i partiti della sua area hanno votato tutti per lui (Pdl 61,6% - con il 33,9% di astenuti -; Fratelli d'Italia 99,3%; La Destra 98,8%). Dove andare a pescare altri voti? Gli elettori dell'Udc hanno privilegiato per due terzi il voto a Marchini, più a sinistra che a destra, e però di fronte a un candidato laicista come Marino potrebbero virare su Alemanno. Lo stesso potrebbe accadere tra gli elettori di Scelta Civica: circa un terzo si astenuto, un altro terzo ha però votato per Marino, il restante si è diviso tra Marchini e Alemanno. Si tratta però di pochi voti, non sufficienti in nessun modo ha raggiungere quota 50.

Più semplice la situazione per Ignazio Marino, che sembra aver gioco facile nel trovare i voti che gli servono: il 4,4% degli elettori Pd al primo turno ha votato per Alfio Marchini, come anche il 5,5% degli elettori Sel. E questi sono voti sicuri. In più, speculare al caso di Alemanno, c'è quel 30% di elettori Pd che come detto non si è recato alle urne. Non solo: Marino è anche la seconda scelta preferita da chi alle politiche aveva votato Movimento 5 Stelle. Tra gli elettori M5S il 55% è rimasto a casa (dato impressionante), il 29,5% ha votato per De Vito e il 9,4% per Marino. Il 3,6% ha scelto Marchini, ma soprattutto solo l'1,6% ha scelto Alemanno. Il che significa che anche in questo campo ha più possibilità di recuperare voti Marino.

Insomma, se si prendono in considerazione i voti in palio di chi è andato alle urne, la risposta è chiara e Marino è nettamente avvantaggiato. Ma siccome il bacino elettorale degli astenuti è immenso ed è quasi impossibile prevedere in che modo si comporterà, per il candidato del centrosinistra resta ancora qualche incognita. E per Alemanno qualche speranza.

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