M5S, la proposta per le riforme costituzionali: referendum di indirizzo e corsi di preparazione

La mozione dei grillini per riformare lo Stato


Eccola, nella sua interezza, la mozione presentata dai gruppi M5S a Camera e Senato per quanto riguarda la riforme costituzionali. Quanto emerso nelle prime agenzie, e cioè quel che riguarda il diritto di voto a 16 anni, è solo una parte della proposta, piuttosto complessa ma, alla fine dei conti, inconcludente e confusa. Si tratta della mozione 1/00057, il cui testo integrale è già reperibile sul sito della Camera. Vediamolo:

i grillini propongono una delibera che permetta di

avviare preliminarmente un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l'indizione di un referendum popolare di indirizzo, nel quale i cittadini siano chiamati ad esprimersi sull'opportunità di modificare ed in quale modo la forma di Governo e di Stato, tenendo conto delle risultanze emerse da un apposito dibattito pubblico approfondito ed aperto a tutte le istanze partecipative

Quindi niente riforme immediate, ma prima un referendum. Peccato che per indire un referendum di questo tipo occorra prima una riforma, visto che la nostra architettura costituzionale non lo prevede. Il referendum dovrebbe essere preceduto da sei mesi di "preparazione", comprensivi di una campagna di informazione tenuta dai parlamentari su mezzi di comunicazione e internet, e

di un programma formativo, di almeno sei mesi, nell'ambito del percorso scolastico ed universitario, di ogni ordine e grado, diretto all'approfondimento degli argomenti oggetto del referendum di indirizzo

In questo ambito, si parla anche di abbassare l'età per votare, limitatamente al referendum, a 16 anni.

Questo per quanto riguarda le riforme all'architettura costituzionale. Per quanto riguarda invece le riforme alla seconda parte della Carta, il M5S chiede invece tempi rapidissimi la riduzione del numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, la soppressione delle province, l'introduzione del referendum propositivo, l'abolizione del referendum abrogativo, il limite di mandati elettorali, nuove regole per l'incandidabilità, l'incremento delle garanzie per le opposizioni.

Alcune tra queste riforme, però (su tutte il referendum di indirizzo) richiedono una riforma costituzionale con la possibilità di referendum confermativo. Secondo i 5 Stelle l'iter sarebbe quindi: approvazione di una prima parte di riforme (con due passaggi per ogni ramo del Parlamento), referendum confermativo, sei mesi di "formazione", nuovo referendum in cui ogni elettore dovrebbe proporre una riforma costituzionale. Inutile dire che, oltre che irrealizzabile, è un progetto che richiede una quantità incalcolabile di tempo.

M5S: abbassare il diritto di voto a 16 anni


Il Movimento 5 Stelle propone di abbassare il diritto di voto a 16 anni. La notizia è appena stata battuta dalle agenzie e parla di una mozione presentata stamattina al Senato – all'interno delle mozioni sulle riforme costituzionali – e che prevede tra l'altro lo spostamento del limite per poter votare:

ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, 16 anni di età

Anche se può sembrare un provvedimento ad hoc vista l'affluenza record alle recenti amministrative, non è la prima volta che i grillini si esprimono in questo senso. Pochi mesi fa lo stesso Beppe Grillo, intervenendo a La Cosa, aveva detto

Bisogna dare il diritto di voto a 16 anni e permettere l'ingresso in Parlamento e in Senato a 18 come nei paesi normali. Insomma bisogna fare due calcoli perché ci sono milioni di italiani che hanno galleggiato sulla crisi e non hanno voluto osare spostando le previsioni perché sotto sotto gli sta bene così.

Tenendo ovviamente conto che il consenso del M5S cresce tra le fasce più giovani della popolazione.

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