Gli sprechi della casta. In Sicilia la rete dei dipendenti pubblici costa 27 milioni di euro


In Sicilia tutto è troppo. I fondi che il Governo stanzia per evitare la scissione tra il Pdl e i suoi rappresentanti locali hanno fatto sballare i conti di Giulio Tremonti. Non c’è settore che non sia stato tagliato dal ministro all’Economia.

Le aziende pubbliche assumono il doppio del personale di cui avrebbero bisogno per pulire la regione. Questo esubero si traduce con un buco di 40 milioni che dallo scorso novembre si tenta di colmare senza risultati.

Malgrado questi due episodi l’amministrazione Lombardo, già vittima di un rimpasto estivo, continua a svolgere male il proprio lavoro. A meno di un mese dall’inizio dell’anno la Giunta deve spiegare perché sono stati spesi 27 milioni di euro di fondi europei per la creazione di una rete informatica utile solo ai dipendente della Regione.

Secondo Repubblica Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia, non sarebbe stato informato dell’investimento deciso da Enzo Emanuele, ragioniere generale. Attraverso la stampa Emanuele ha sostenuto che questo tipo di investimenti non sono di competenza dell’assessore all’Economia.

Il fraintendimento è fermo alla Corte dei conti su richiesta di Davide Faraone, deputato regionale per il Pd.

“ Armao”, chiede Faraone, “deve venire subito in aula a spiegare inoltre perché un software di gestione del personale ci costa 5 milioni di euro”.

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