Il "Semplificatore" e le magie della Cassazione

Calderoli

Da quando Roberto Calderoli è Ministro per la Semplificazione normativa, hanno cominciato a scomparire, una dopo l'altra, norme fondamentali dell'ordinamento giuridico, che lasciano sguarniti di tutela diritti e situazioni di primaria rilevanza costituzionale.

L'abrogazione del decreto legislativo che vietava le associazioni di carattere militare.
La prima sconvolgente vicenda che ha portato agli onori della cronaca il "Semplificatore" Calderoli è stata l'abrogazione della normativa che dava attuazione al fondamentale divieto previsto dall'art. 18, comma 2, della Costituzione, nella parte in cui prevede che sono vietate le associazioni "che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare".

Il 9 ottobre 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il “Codice dell'ordinamento militare”. L’art. 2268 di tale provvedimento, al comma 297, abroga anche il decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43, che vietava le "associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici" e che prevedeva pene detentive molto consistenti per i promotori, i costitutori, gli organizzatori e i dirigenti di tali associazioni (la reclusione da uno a dieci anni), e più lievi, invece, per i partecipanti (la reclusione fino a diciotto mesi).

Il “Codice dell’ordinamento militare” è stato proposto e presentato dal Ministero delle Difesa e - guarda caso - dal Ministero della Semplificazione Normativa. Grazie a tale "semplificazione" alcuni parlamentari della Lega Nord, tra cui lo stesso Ministro Calderoli, un membro del Parlamento europeo, nonché altri 36 tra dirigenti e militanti, che risultavano sotto processo a Verona, con l'imputazione, in concorso, di costituzione di associazioni politiche aventi carattere militare (le cosiddette "camicie verdi"), sono stati prosciolti in applicazione del principio della retroattività della legge penale più favorevole.

L'effetto per tutti gli altri cittadini? Che adesso è possibile per chiunque costituire un bel partito politico armato! Ma non finisce qui...

L'abrogazione della disciplina in materia di "alimenti" ad opera del decreto "taglialeggi".
Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che il cosiddetto decreto “taglialeggi” (decreto legislativo 1 dicembre 2009, n. 179) avrebbe abrogato la legge 30 aprile 1962, n. 283, recante la disciplina generale applicabile in materia di “alimenti” e soprattutto le norme sanzionatorie contro le contraffazioni alimentari.

Il decreto "taglia-leggi" prevede quali leggi anteriori al 1970 devono essere salvate dall'abrogazione: tra queste non è menzionata proprio la legge sugli alimenti, con possibili conseguenze analoghe a quelle sopra viste per il divieto delle associazioni militari. L'idea che tale disciplina fosse destinata all'abrogazione (precisamente allo scadere del termine del 16 dicembre 2010, qualora un altro atto normativo non l'avesse fatta salva) era stata accolta dalla stessa Corte di Cassazione che in tal senso si era pronunciata nel febbraio del 2010.

Spirato il termine suddetto, si è sparso il panico. Non soltanto erano a rischio tutti i giudizi pendenti per contraffazioni alimentari, ma la genuinità degli alimenti (e la salute dei consumatori) avrebbe perso d'un colpo la sua tutela più forte: quella della sanzione penale. Ma la follia semplificatrice che ha ormai conquistato il Governo, per fortuna, ha trovato ieri sulla sua strada la grande fantasia della Corte di Cassazione, che in una Relazione ufficiale ha risolto la questione...

La "magia" della Corte di Cassazione.
In che modo? Semplice! La legge di semplificazione del 2005 (alla quale il decreto "taglia-leggi" ha dato attuazione) fa salvi i "testi unici". La legge sugli alimenti viene definita da alcune norme del complesso sistema normativo di semplificazione come un "testo unico" e quindi è salva.

Di fronte ad un legislatore impazzito che per mandare in fumo le iniziative della magistratura fa sparire un reato dopo l'altro, ecco una Corte di Cassazione che magicamente traforma le leggi in testi unici. Ci pensi bene chi in queste ore sta meditando di "semplificare" la normativa sulla prostitutizione minorile...

Foto | Flickr.it

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