Federalismo, Terzo Polo e Pd dicono no alla proroga. E Bossi risponde con una pernacchia

Slitta di sette giorni, per decisione del consiglio dei ministri, il decreto sul federalismo. La mossa del governo, voluta con forza dalla Lega per cercare di “aprire” ai comuni sul piede di guerra e soprattutto per “circuire” le opposizioni, non è riuscita.

Pd e Terzo Polo, infatti, hanno tagliato corto rispondendo picche: “Non basta una proroga di una settimana. Rispetto alla complessità dei problemi relativi al federalismo municipale occorrono almeno 5-6 mesi di tempo”.

Perentoria e immediata la risposta di Umberto Bossi: sonora e prolungata pernacchia.

Cade così l’ultimo tentativo di una possibile apertura del Terzo polo e del Pd verso il Carroccio in vista di un non impossibile ko di Berlusconi legato alle note vicende del Ruby-gate.

La Lega gioca tutte le sue carte sul federalismo e vuole portare a casa il risultato pieno entro gennaio. Fini, Casini, Bersani cercano ogni possibile varco per giocare l’ultima carta in grado di spaccare la maggioranza e far cadere il Governo.

A questo punto, a meno di clamorose sorprese, è guerra aperta: tutti contro tutti, o quasi. Se fra una settimana prossima il federalismo non passa, Bossi stacca la spina e buonanotte ai suonatori: il 15 maggio alle urne!

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