Europarlamento: Mario Borghezio espulso dagli euroscettici

Le posizioni razziste del leghista e gli insulti a Cecile Kyenge il motivo del provvedimento


Il più vulcanico e folkloristico tra gli italiani che siedono al Parlamento Europeo, il leghista Mario Borghezio, da oggi è senza un gruppo di appartenenza: l'Edf (il gruppo degli euroscettici) ha infatti deciso a larga maggioranza di espellere il rappresentante italiano dalle sue fila, a causa delle posizioni razziste espresse in più occasioni. La mozione, sostenuta dal co-presidente del gruppo Nigel Farage è stata accolta da oltre due terzi degli iscritti. L'altro presidente del gruppo è il leghista Francesco Speroni, ed è ipotizzabile che gli unici a votare contro l'espulsione di Borghezio siano stati proprio gli italiani, che contano 9 deputati.

L'europarlamentare italiano era stato sospeso dal gruppo autonomista il 22 maggio a causa delle sue dichiarazioni riguardo il ministro Cecile Kyenge: Borghezio aveva insultato il neo-ministro dell'integrazione con l'epiteto "bonga bonga" e mettendo in discussione la scelta ("una scelta del c..."), criticando il "meticciato" e sostenendo che "i neri devono stare a casa loro".

D'altronde le posizioni di Borghezio non sono nuove: lui stesso non nasconde di essere "un po' nazista", anche se piuttosto che razzista preferisce definirsi "differenzialista". E in gioventù Borghezio ha militato in diverse formazioni di estrema destra prima di approdare alla Lega Nord. Non sorprendono quindi le sue uscite – come quando venne denunciato per aver trattenuto un ambulante dodicenne, o quando fece irruzione su un treno pendolari armato di alcool per "disinfettare" i sedili su cui erano seduti gli extracomunitari. Più volte i suoi exploit gli sono costati cari anche dal punto di vista fisico, venendo malmenato e denunciato.

Ora gli insulti al ministro Kyenge che sono sembrati troppo persino al gruppo euroscettico che finora aveva tollerato di tutto: il copresidente Farage, leader dell'Ukip (il partito per l'indipendenza del Regno Unito) ha inviato una mail a tutti gli aderenti al gruppo per sollecitare il provvedimento contro il parlamentare italiano, per la quale serviva almeno la maggioranza dei due terzi. Maggioranza raggiunta e superata.

Foto © Getty Images

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