Aspen Institute: cos'è


L'Aspen Institute è un'associazione privata, la cui missione sarebbe quella di promuovere valori umanistici e soluzioni a problemi di carattere politico ed economico attraverso seminari, programmi culturali, conferenze e formazione di una leadership illuminata.
Il Presidente, Walter Isaacson, ha così definito l'attività dell'Ente:

Arricchiamo la vita delle persone e le aiutiamo a lavorare in modo più informato e intelligente. Insieme possiamo trovare la chiave di volta verso il successo negli affari, nella leadership, nella vita: dare equilibrio a valori in conflitto per costruire una base di lavoro comune, restando fedeli ai nostri ideali

Lo statuto prevede un organigramma così composto: un Presidente, quattro Vice Presidenti esecutivi (che dirigono l'attività di differenti aree di intervento), e un Consiglio di Amministrazione.

I maggiori finanziatori dell'Associazione sono la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation. I membri dell'Istituto Aspen appartengono al gotha del capitalismo mondiale: imprenditori, politici, speculatori finanziari, giornalisti.
La sede centrale è a Washington D.C., ma ve ne sono altre sparse per il mondo: Italia, Francia, Germania, Spagna, Romania, Giappone, India.

Il Presidente di Aspen Italia è Giulio Tremonti; Presidenti Onorari sono Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Cesare Romiti e Carlo Scognamiglio; mentre i Vice Presidenti sono John Elkann, Paolo Savona e Lucio Stanca. Ricordiamo che tra i membri del Comitato Esecutivo figurano, tra gli altri, i nomi del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, quello dello zio Gianni, di Mario Monti, di Romano Prodi e dei giornalisti Lucia Annunziata e Paolo Mieli.

Secondo quanto si apprende dallo Statuto si privilegia il dibattito e il confronto a porte chiuse, in quanto favorirebbe le relazioni interpersonali e un effettivo aggiornamento dei temi in discussione.

Teoria del Complotto


Già quando presentammo il gruppo Bilderberg, non ci siamo sottratti dall'evidenziare tutte le contraddizioni rispetto a lobby politiche e finanziarie che supportano logiche speculative e provano a limitare l'autonomia decisionale dei governi attraverso riunioni segrete. Ma anche in questo caso, come allora, ci teniamo a rimarcare come sia del tutto fuorviante assecondare teorie del complotto che fioriscono introno a tali gruppi.
Tale impostazione, cara all'estrema destra, è stata fatta propria da un pezzo importante di opinione pubblica che ama seguire sciamani virtuali, esperti di ipotesi ardite.

E'opportuno invece rimarcare come il complottismo assuma sempre un ruolo preciso, quello di distogliere l'attenzione dai problemi, di bloccare l'azione dei soggetti più deboli, di produrre una paralisi critica, alimentando voyeurismo mediatico e paura. Il capitalismo di estrazione, che produce guasti ambientali, che polverizza la rappresentanza democratica, che rende possibili indecenti plus-salari per i manager e che a schema variabile sa allearsi con il conservatorismo religioso o con il progressismo più cool , è già in atto. Non è necessario ordire alcuna trama oscura.

Tuttavia ciò non vuol dire che la possibilità di disarticolare l'esistente sia illusoria. A volte piccoli segnali aprono degli spiragli, seppur labili. Ricordate la questione del nucleare? Nel 2004, la rivista Aspenia prese posizione a favore dell'energia atomica, e fra il 2006 e il 2008 l'Istituto sviluppò una strategia per imporre il suo ritorno. E' probabile che a livello politico e mediatico l'Associazione abbia saputo giocare un ruolo di influenza molto forte, ma alla fine il referendum ha sancito che in Italia non si sarebbe tornati indietro.

I "Valori Universali" che Aspen dice di voler promuovere, e di cui poco conosciamo, forse sarebbe meglio lasciarli ai meeting di Washington. Sarebbe veramente una inutile perdita di tempo, e contemporaneamente ridicolo, assistere ad una dissertazione filosofica su cosa sia Universale da parte di Henry Kissinger o di Giulio Tremonti. Inoltre, non è poi così importante sapere quali saranno le prossime mosse dei potenti di turno, quello che conta è saper imporre, a livello globale e locale, una propria visione del mondo e delle resistenze che sappiano produrre trasformazioni significative. Più che occuparsi di complotti è necessario come diceva qualcuno, nonostante le immense difficoltà, agitarsi, organizzarsi, studiare.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO