Ore 12 - Infortuni sul lavoro: se 1000 morti vi sembrano pochi ...

altroIn questa Italia degli scandali veri e presunti (Ruby-gate, rifiuti napoletani, G8, passando per le primarie del Pd e la casa monegasca, ecc.) non fanno certo notizia i metalmeccanici della Fiom che oggi scioperano e scendono in piazza in 18 città.

Tanto meno fanno notizia gli operai che perdono la vita sui luoghi di lavoro. Anche quando superano le medie e, come l'altro ieri, battono un record nefasto: 6 morti in poche ore. Il bilancio delle vittime sul lavoro del 27 gennaio è pesantissimo, ma non smuove niente e nessuno.

Tutto come tante altre volte, al massimo due righe di condoglianze di questa o quella “autorità”, prima della solita inchiesta che non porta a niente, se non a fare crescere malcontento e assuefazione insieme. Questo, in un Paese che ha il triste primato europeo di oltre mille vittime sul lavoro ogni anno.

Fatalità, incuria, stress, mancanza di sicurezza, non applicazione delle regole e delle leggi, questi e altri motivi producono quelli che sono veri e propri delitti di una società che se ne frega dei diritti dei lavoratori da vivi, figurarsi da morti.

La verità è che si è passati dall’utopia della ... “dittatura del proletariato” alla cancellazione del lavoro come valore primario della società, con l’emarginazione culturale dei lavoratori. L’oblio culturale a cui è stato sottoposto il mondo del lavoro produce anche questi frutti dolorosi. Se i lavoratori sono considerati alla stregua di una macchina, o forse meno, è evidente che sono funzionali solo alla logica esasperata della produzione e del profitto, costi quel che costi e alle statistiche.

Anche quando le statistiche sono fatte da una montagna di croci sulle tombe.

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