Veritometro: Fede e l'informazione nazista









"Questa informazione è di tipo nazista"




Emilio Fede, 28 gennaio 2011



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Ieri era il giorno della memoria e il direttore del Tg4 Emilio Fede ha pensato bene di lanciarsi per l'occasione in un ardito parallelo tra gli orrori del Terzo Reich e la tempesta mediatica Ruby-Bunga Bunga che lo vede coinvolto in queste settimane:

"Sono indignato, schifato, incazzato. Non ne posso più di questa informazione che è di tipo nazista. Il procuratore Bruti Liberati fa bene a difendere il prestigio dei magistrati. Dovrebbe però difendere anche la mia dignità e quella di tutte le persone che in questa vicenda non c'entrano niente. Questa informazione è la vergogna di noi giornalisti che la facciamo"

Il paragone proposto da Fede ha un qualche fondamento, anche minimo? La risposta è no. Basta dare una veloce occhiata a Wikipedia, alla voce Joseph Goebbels:

Le ambizioni egemoniche del Ministro della Propaganda furono rivelate dalle divisioni che Goebbels presto istituì: stampa, radio, cinema, teatro, musica, letteratura e pubblicazioni. Per ognuno di questi settori fu creata una "camera del Reich", diretta da esponenti importanti del settore cooptati (di solito non noti nazisti). Il loro compito era di sovraintendere alla purga di ebrei, socialisti e liberali, oltre che dei sostenitori di forme di "arte degenerata" come l'arte astratta e la musica atonale. (..) Il controllo delle arti e dei media non era però solo una questione di personale. Ben presto il contenuto di ogni quotidiano, libro, film, trasmissione o concerto fu soggetto a supervisione da parte del Ministero della Propaganda, dal livello di editori ed orchestre nazionali fino a quello dei giornali locali e dei cori di paese, anche se un processo di auto-censura cominciò subito ad operare in ognuno di questi settori, lasciando il Ministero di Berlino libero i concentrarsi sulle aree più sensibili dal punto di vista politico come i principali quotidiani e la radio di stato. Se non era membro dell'apposita "camera del Reich", nessuno scrittore poteva pubblicare, nessun pittore poteva fare una mostra, nessun cantante non poteva comparire in una trasmissione, nessun critico poteva scrivere una recensione. Inoltre, essere o rimanere membro della camera dipendeva da una valutazione del "corretto comportamento"

Abbastanza diversa dall'Italia dello scandalo Bunga-Bunga, non vi pare? L'iperbole di Fede è dunque talmente esagerata da sconfinare nella pura e semplice falsità: ecco quindi che il direttore del Tg4 si conquista la sua prima comparsa sul veritometro di polisblog, con la lancetta puntata sul rosso.

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