Ore 12 - Veltroni cerca alleati. Sd dice sì, Pannella scalcia, Vendola rifiuta

altroCon un piede dentro e un piede fuori, i radicali ci provano a “condizionare” il PD, a indicargli strategie e alleanze.

Ma Veltroni avanza per suo conto e cerca di rilanciare le alleanze, ripartendo da Sinistra democratica, disponibile. La recente Assemblea dei Mille promossa a Chianciano dai radicali, voleva essere utile non solo come punto di ripartenza per le sinistre alternative e ambientaliste ma anche per la riflessione aperta (con eccessiva cautela) nel Partito Democratico dopo la batosta elettorale.

In effetti i radicali hanno spesso fornito (forse sbagliando nei modi e nei tempi) alle sinistre democratiche contenuti e modelli di iniziativa. Ma forse è illusorio pensare che siano i radicali, anche sul terreno organizzativo, a fare “da tramite” nel rapporto PD e l’altra sinistra e tra l’iniziativa parlamentare e quella extraparlamentare. La formula elastica e a maglie larghe dell’associazionismo radicale basata su doppia tessera e struttura “galassia” (costellazione di associazioni con legami politicamente saldi ma operativamente distinti dal Partito radicale) può essere presa come riferimento?

Desta un interesse “culturale” ma non pare una strada percorribile dal Partito democratico incentrato a riproporre i vecchi schemi delle “sezioni” o “circoli” (per recuperare il radicamento territoriale) e delle “correnti”, prodromo di faide e lotte di potere, senza reale capacità e volontà di innovare sia sui contenuti che sui modelli di aggregazione richiesti dalla nuova realtà del Paese.

“La verità è una sola: – chiosa Marco Pannella – c’è un monopartitismo imperfetto, camuffato, meglio: gabellato, da bipartitismo. Il Pd di Veltroni fa da stampella a questo sistema antidemocratico. E’ un partito arrogante e borioso, non accetta niente, nessun confronto, tanto meno proposte. Io mi sono candidato alla guida del Pd e mi hanno sbattuto la porta in faccia. Poi, “ripescandoci” hanno voluto solo tentare di demolire la nostra immagine, nauseare l’elettorato radicale. Ma non ci mettono paura: né Berlusconi e né Veltroni”.

Gli fa eco Nichi Vendola: “Il Pd non può pensare di rappresentarci in Parlamento. Il Pd di Veltroni, con la sua deriva neo-centrista non può inglobare la nostra voce, Rifondazione parlerà con la propria ugola”.

Come volevasi dimostrare. E’ chiaro che, a sinistra, ognuno andrà per la sua strada. Come sempre. E a vincere saranno altri.

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