Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: Palestina, il Governo dell’Anp pronto alle dimissioni. Era difficile credere che non sarebbe accaduto. La credibilità dell’Anp tra i palestinesi ha raggiunto i suoi minimi storici dopo la divulgazione dei Palestine Papers. Le dimissioni previste per oggi sembrano la logica conseguenza di un declino iniziato da tempo.

Dopo le dimissioni dei ministri spetterà al premier palestinese Salam Fayaad scegliere i componenti del nuovo gabinetto. Secondo una fonte anonima citata da Al Jazeera sono previsti massicci cambiamenti nella composizione del governo, in carica dal 1993 dopo la firma degli accordi di Oslo con Israele.

L’agonia dell’Anp, del resto, è stata lenta e inesorabile nel corso degli ultimi anni. Priva di un reale potere di controllo del territorio, l’Autorità palestinese si trova piuttosto ad amministrare un arcipelago di piccole enclave scollegate tra loro e circondate da aree controllate direttamente o indirettamente da Israele.

L’Anp è inoltre accusata di collaborazionismo da Hamas, il movimento fondamentalista che, dal 2007, controlla la Striscia di Gaza. Le elezioni che avevano visto prevalere Hamas a Gaza, lo ricordiamo, avevano scatenato una cruenta guerra civile tra le due fazioni, che da allora non mancano di incarcerarsi a vicenda i militanti e rinfacciarsi reciproche accuse a livello internazionale.

Gli islamisti di Hamas traggono la loro legittimazione dalla risaputa corruzione dell’Anp e dalla linea che quest’ultima tiene con Israele: considerata da buona parte dei palestinesi troppo morbida, se non addirittura subalterna. La disponibilità a massicce concessioni territoriali divulgata dai Palestine Papers ha reso la sua posizione ancora più compromessa agli occhi della maggior parte dei palestinesi.

Le dimissioni dell'attuale governo sembrano quindi un passo necessario per tentare di iniziare a recuperare un minimo di consenso. Era inoltre difficile parlare di un vero e proprio governo, dal momento che di 24 ministri, sei erano rimasti isolati a Gaza (dove non sono ovviamente in grado di esercitare alcun potere) e due avevano già rassegnato le dimissioni in precedenza.

Sabato l'Anp ha annunciato che a settembre saranno indette nuove elezioni legislative e presidenziali: un estremo tentativo di recuperare credibilità e legittimazione democratica. Tuttavia, Hamas ha già fatto sapere di non essere interessata alle consultazioni e che, in ogni caso, non ne accetterà il risultato. Con queste premesse la strada del dialogo tra fazioni palestinesi e tra palestinesi e israeliani è tutta in salita.

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