Rassegna stampa estera: Berlusconi e Rubygate sempre al centro dell'attenzione


L'ondata di articoli dei giornali stranieri su Bunga Bunga e dintorni è stata impressionante nelle ultime settimane. Prendiamo ad esempio il portoghese Diario de Noticias, che ha voluto raccontare ai suoi lettori la mini-manifestazione di italiani del 13 febbraio a Lisbona:

“L’Italia non è un bordello” e “L’Italia non è più un Paese per donne” erano alcune delle frasi degli striscioni che ieri pomeriggio sono stati affissi su un edificio davanti all’Ambasciata italiana di Lisbona, pochi minuti dopo l’ora d’inizio della manifestazione. Paola D’Agostino, traduttrice e residente in Portogallo da più di 10 anni, ha scritto in nero su una t-shirt bianca che indossava “la vergogna è l’unico angelo custode che abbiamo”, frase presa dal libro di José Saramago “Il Vangelo secondo Gesù Cristo”.

“Lui (Silvio Berlusconi) avrebbe già dovuto dimettersi. La ragione di questa manifestazione non è mero moralismo. Nessuno deve giudicare la vita privata. L’Italia patisce le conseguenze di un’attitudine morale che in questo momento sta devastando il Paese”, ha affermato ricordando che “la vergogna deve portare le persone a dire basta” e parlando perfino di “prossenetismo di Stato”. Marica Ferri, che vive da un anno in Portogallo come ricercatrice, spiega che la protesta di Lisbona sta avvenendo simultaneamente in decine di città italiane e in altre capitali europee, essendo nata da un “movimento spontaneo dei cittadini”. “Il comportamento [del primo ministro] è lesivo della nostra identità di lavoratrici e di madri di famiglia.

La tedesca Suddeutsche Zeitung ha intervistato Silvia di Natale, sociologa e scrittrice, "che vive a Ebersberg ed è preoccupata per la cultura politica nell’Italia di Berlusconi":

quanto mi chiedono cosa penso di Berlusconi mi sento male”, dice Di Natale. Come se una persona onesta non potesse provare nient’altro che indignazione per un uomo, che si rende ridicolo, come se non fosse il capo di governo italiano; come se non potessimo provare altro che rabbia e vergogna per un paese, che continua a sopportarlo. Il cavaliere nella sua villa di Arcore – in Italia la chiamano anche “Villa Hardcore” – sembra essere un prossimo ospite dell’inferno di Dante. Silvia Di Natale è preoccupata anche per l’immagine che l’Italia dà di sé nel mondo e in Germania. “I tedeschi considerano gli Italiani bonari e indulgenti, ma non li prendono sul serio”. Se non altro nel caso di Berlusconi la tolleranza è del tutto fuori luogo. Silvia di natale comunque ha perso la pazienza. Sfoga la sua rabbia ora in una lettera aperta e spera, così di raggiungere altre persone. Ad essere troppo pazienti si finisce per diventare stupidi e complici. Così come gli italiani hanno eletto il proprio “dittatore”, possono allora loro stessi e allo stesso modo cacciarlo via, scrive la Di Natale. Berlusconi è argomento di molti italiani residenti nella zona Ebersberg. Solo pochi esprimono pubblicamente la propria posizione. Nicola Salerno originario della Calabria, arrivato in Germania quando era bambino ed oggi impegnato nel commercio, esprime energicamente il suo pensiero. Berlusconi è una vergogna per i suoi concittadini. “Il controllo che esercita sui mezzi di comunicazione, deve essere un monito per gli altri paesi”. Nicola Salerno insegna italiano all’università e non riesce a capire, come Berlusconi possa ancora raccogliere simpatie. “Spero che venga costretto a dimettersi, ma ha le spalle ben coperte”

Nel Regno Unito The Guardian ha dedicato un lungo editoriale a "La legge e Berlusconi":

il rapporto fra lui e la legge in passato è assomigliata a quella fra un’agile volpe e un goffo cacciatore. La fa sempre franca, anche quando viene giudicato colpevole. Di solito ci riusciva prolungando i tempi processuali fino a decorrenza dei termini di prescrizione. Quando la legge non poteva venirgli in soccorso l’ha cambiata, e di recente ci ha riprovato nuovamente. Il suo controllo delle televisioni, in un paese dove solo il 10% della popolazione compra un giornale, gli ha permesso di seppellire i problemi per la maggior parte del tempo. Anche ora, gli sviluppi della vicenda che in altri paesi sarebbero in cima alle scalette dei telegiornali sono misteriosamente piazzati a metà o addirittura più in basso. Ma questa volta non gli sarà facile scamparla. La vicenda in questione – il suo presunto pagamento di una diciassettenne per prestazioni sessuali – è avvenuta all’inizio dello scorso anno, troppo presto affinchè il reato cada in prescrizione. (..) Ciò che è accaduto può essere stato illegale o meno, ma è di certo disgustoso. E’ di certo anche una grande distrazione dagli impegni governativi in un periodo in cui l’Italia versa in grave situazione economica e i problemi sociali domandano una particolare attenzione. Nel frattempo, gli italiani sembrano essere piombati in uno stato di cinica rassegnazione sia per i difetti del loro leader sia per il degrado della politica. Sebbene la maggioranza delle persone ora pensi che l’onorevole Berlusconi debba dimettersi, lui è ancora al suo posto, sostenendo che la sua reputazione viene infangata e che i magistrati di sinistra lo perseguitano. Afferma che tutto questo danneggia l’Italia, e di certo è vero, ma non nel senso che egli dà alla frase. Adesso, Berlusconi potrà infliggere un danno ancora più grosso al paese forzandolo alle urne sulla questione del chi debba scegliere il comando politico di un paese: gli elettori o la magistratura.

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