Pdl, Lega, Idv: in discesa i partiti "padronali" ?

In Italia, nel bene o nel male, ci sono almeno tre partiti con il padre-padrone: il Pdl di Silvio Berlusconi, la Lega di Umberto Bossi, l’Idv di Antonio Di Pietro. In queste tre formazioni c’è uno solo che dà la linea, che decide, che comanda.

Perché quel qualcuno, piaccia o no, è il fondatore-ideatore-proprietario di quel partito, ha una concezione della politica esasperatamente leaderistica e populista. Non solo: ai gruppi dirigenti di quei partiti sta bene che sia così, o per convinzione o per convenienza.

Chi non si allinea o non si adatta ha vita dura e di solito o se ne va (sbattendo la porta o con la coda fra le gambe) o viene cacciato (con il benservito o a calci nel sedere).

Solo Fli e l’Udc si avvicinano in questo a Pdl, Lega, Idv. Anche se, né Fini e né Casini, pur esercitando una fortissima leadership interna, non ne sono i “proprietari”.

Orbene, i tre partiti “padronali” sono oggi più in affanno degli altri (ultimo sondaggio Tecnè per Affaritaliani.it): Pdl al 32,8% (37,4% alle politiche 2008 e 35,2% delle ultime Europee), Lega all’8,7% (contro l’8,3% delle politiche e il 10,2% delle Europee 2009), Idv al 6% (4,4% politiche 2008 e 8% alle Europee). Per la cronaca: Fli al 3,9% e Udc al 5,3%. E il Pd? Al 28,6% (33,2% alle politiche e 26,1% alle Europee). Anche in Italia soffia il vento contro i … rais?

Ma, come si legge nel post precedente, anche i sondaggi sono volubili. Così almeno pare.

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