Magistratura, destra e sinistra: un rapporto difficile


In un momento in cui la magistratura italiana si appresta a fare le barricate contro le riforme del Governo, entrando a piè sospinto nella battaglia politica, può essere interessante dibattere intorno alla percezione di questo soggetto nell'immaginario dei cittadini.

Sull'argomento vi invito a leggere l'editoriale di Ilvo Diamanti, pubblicato oggi da Repubblica, il quale tenta un'analisi dai tempi di Tangentopoli ad oggi del grado di fiducia nutrito dalla popolazione nei confronti dei nostri magistrati, utilizzando sondaggi che tengano conto del suo orientamento politico.

Ne risulta che da una situazione pressoché neutra del 1994, la forbice pian piano si allarga, fino ad arrivare al dato attuale in cui gli elettori di centrosinistra nutrono una fiducia del 70%, quelli di centrodestra addirittura del 20%. Al di là delle idee di ciuscuno vogliamo cercare di capire perché sia accaduto questo, sempre tenendo conto che si tratta di una situazione unica forse a livello mondiale?

A destra si è evidentemente convinti che il terzo potere sia schierato dalla parte opposta, e le origini di tutto questo vanno ricercate nel caso Greganti e nel mancato coinvolgimento del Partito Comunista in Tangentopoli; un fatto che a tutt'oggi viene sentito come l'origine di tutti i mali. Inutile ricordare l'allontanamento della Parenti dal pool Mani Pulite e la ridicola difesa del "compagno G", che comunque consentì a una parte politica ben definita di "sfangarla" e scrivere la nuova storia del paese, nonostante fosse coinvolta più o meno come gli altri nello scandalo.

E poi vent'anni di sforzi e risorse impiegate a senso unico dal partito della procura, cioè sempre contro Berlusconi. Con brevi tregue, guarda caso, coincidenti con i periodi di governo di sinistra. Strano. Così la pensa l'elettore di destra che all'80% sfiducia la magistratura. E che essendo di fatto maggioritario nel paese non può essere considerato alla stregua di una piccola e trascurabile nicchia.

Siamo dunque di fronte al più clamoroso abbaglio collettivo della storia d'Italia (che ricordiamolo, ha vissuto anche decenni di dittatura) o c'è qualche fondamento di verità? Meditare su tutto questo senza velarsi gli occhi con la propria bandiera a volte potrebbe essere salutare. Non per scagionare Berlusconi - che se ha commesso reati deve certamente risponderne - ma per capire se una bella parte parte delle fondamenta su cui poggia la Repubblica siano sane o avariate dagli interessi personali di chi nasce per essere "terzo".

La magistratura, appunto.

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