Riforma della Giustizia in dirittura d'arrivo: l'irritazione del Colle


Ci siamo. La bozza di riforma della giustizia è ormai quasi pronta, e l'intenzione del governo è di vararla in tempi strettissimi. La Lega ha dato il suo assenso di massima, anche se Bossi si riserva di studiare la struttura finale del progetto, e nei prossimi due giorni assisteremo all'iter di consultazioni classico, ma più ristretto di un caffè napoletano.

E la cosa ha già suscitato l'irritazione della Presidenza della Repubblica, cui mancherà probabilmente il tempo stesso di porre alcuni rilievi (leggi: consigli) e che di conseguenza ha rinunciato al rituale colloquio col Guardasigilli Alfano. Per salvare le apparenze al posto di Napolitano sarà il segretario generale Donato Marra a incontrare il ministro della giustizia.

Con questi presupposti si parte già nel peggiore dei modi, ed è probabile che il Pdl si trovi davanti le barricate e ogni ostacolo possibile. Non solo l'opposizione, cosa peraltro scontata, e la magistratura stessa, com'è ovvio, ma anche il Capo di Stato metterà certamente in campo tutte le sue forze per far dirottare la riforma.

Tutto questo mentre la Lega, sorniona, se ne starà a guardare totalmente indifferente. È infatti più che evidente che al Carroccio la questione della giustizia interessa molto realtivamente, e per ammissione dello stesso Bossi il partito si schiererà a favore giusto come do ut des in cambio del federalismo.

Ma vediamo i tempi. Oggi consultazione con la Presidenza, dopo le ultime limature. Giovedì approvazione scontata in un consiglio dei ministri straordinario, e poi via libera al solito iter parlamentare. Molto lungo, visto che dovranno essere modificati almeno 13-14 articoli della Costituzione.

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