Ore 12 - A Berlusconi e a Bersani il "muro contro muro" fa bene. E porta voti

altroIl “muro contro muro” paga. L’ha voluto e lo vuole Silvio Berlusconi che, così, resiste anche in questi tempi di bufera e tiene coi denti anche nei sondaggi. Non l’ha voluto ma lo vuole anche Pier Luigi Bersani, che finalmente vede il Pd schiodarsi nei sondaggi, oggi sopra il 27%, tetto mai raggiunto dall’attuale segretario.

Cambia il vento? No: piaccia o non piaccia, gli italiani si preparano, tirando su barricate, all’appuntamento del voto di metà maggio, voto amministrativo ma dal carattere fortemente politico. Non solo perché le urne riguardano importanti città del Paese ma, soprattutto, perché segnano col lapis rosso o blu la gestione del Cavaliere e del suo governo.

Ecco perché gli italiani si preparano a schierarsi, come sempre, fra “berlusconiani” e “antiberlusconiani”. Chi ci guadagna?

Soprattutto Berlusconi (e il Pdl). ma anche Bersani (e il Pd): con il primo stanno gli italiani che, pur delusi e incerti, temono il cambiamento e il ritorno della sinistra al potere. Con il secondo stanno gli italiani che, pur "nemici" del Cavaliere e scontenti del Pd, vogliono andare “oltre”, concentrando il voto di protesta sul partito di Bersani.

In questa logica resta poco spazio per chi non è nè Pdl nè Pd. Anche per la Lega (per la prima volta in calo di almeno un punto) e per il Terzo Polo (causa le permanenti incertezze politico-programmatiche e di leadership). Solo briciole per tutti gli altri, Idv e Sel compresi.

Tutto qui? Sì, con il Paese oramai in fondo al pozzo, quasi … prosciugato. Italiani avvisati ma sordi. Forse oramai talmente privi di “risorse” e così rinunciatari, pronti a pagare il conto. Come e più di prima. Cornuti e mazziati?

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