Eccoli i "padani" del "Va pensiero"...

La scena non è “unica” o tanto meno storica, ma va ricordata, a dimostrazione di come oramai è messo il Belpaese. Il (mal)fatto riguarda l’Infedele di Gad Lerner dell’altra sera dove una coppia leghista composta dal sindaco di Adro e dal presidente del consiglio regionale lombardo Boni si è cimentata in uno show da voltastomaco.

Dopo aver manifestato disprezzo per l’Italia e la sua storia, il “duo” padano è scattato in piedi con la mano sul petto quando il coro dell’orchestra Verdi ha intonato il “Va pensiero”. Una musica che, come si sa, non appartiene alla Lega, ma alla cultura italiana e al mondo intero.

Questi leghisti non hanno dimestichezza con la cultura, non conoscono il testo del "va pensiero" che parla del popolo ebraico sotto gli egizi, e le rive dorate sono quelle del Giordano, che non è proprio ubicato in terra "padana".

E Giuseppe Verdi ha scritto un’ opera: "I lombardi alla prima crociata" che già dal titolo meglio si presterebbe al padrinaggio "padano", al cui interno vi è il bellissimo coro: "O signore dai tetti natio" che quello, sì meglio, si presterebbe come inno della immaginaria "padania"! Del resto il responsabile dell'informazione della lega è nientemeno che il” Trota".

Che fare? A forza di sottovalutarli e prenderli per burloni, lorsignori (si fa per dire) hanno occupato quasi tutte le stanze del potere e, di questo passo, a chi non è d’accordo con Bossi, non resta che emigrare. Non fuori dalla padania, fuori dall’Italia.

A meno che non si faccia rispettare la legge: procedere per appropriazione indebita (e non solo) nei confronti di Bossi e compagnia cantante, che si sono inventati una patria inesistente solo per andare a occupare qualche poltrona a Roma (con potere e montagne di soldi annessi) e fare da palo al Cavaliere.

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