Rassegna stampa estera: Italia, Libia e immigrazione, parte seconda


In queste settimane, quando si racconta l'Italia all'estero, la si descrive soprattutto come nazione meta di flussi di immigrazione dal Nord Africa in crisi (vedi la rassegna stampa estera di ieri). Un fenomeno che comincia ad influire sugli equilibri politici dell'intera Unione Europea.

Europe1 ha raccontato ad esempio l'imminente visita a Lampedusa di Marine Le Pen (leader del Front National e possibile futuro presidente francese, stando ai sondaggi) titolando "Lampedusa accoglie Le Pen con gioia":

Questa visita programmata da alcune settimane ha ricevuto il via libera del ministro degli interni italiano. Ma il ministro ha avvisato che sorveglierà affinchè la visita non sia utilizzata a fini di propaganda. A Lampedusa il sindaco – membro della Lega Nord (estrema destra italiana) – plaude al viaggio della leader del Front National: “E’ il primo parlamentare europeo che si prende la briga di venire a capire sul territorio l’urgenza umanitaria alla quale Lampedusa deve fare fronte, tra mille difficoltà”. La rappresentante francese dell’estrema destra intende lanciare un messaggio politico a Lampedusa, criticando “l’incapacità dell’Unione Europea a stroncare l’ondata migratoria che colpisce l’isola di Lampedusa”.

Sempre in tema di Maroni & Lega Nord, lo svizzero Tages-Anzeiger ha ironizzato sulla pratica tutta italiana del "click-day", facendo notare una certa contraddizione tra la linea ufficiale del partito del "pugno di ferro" contro l'immigrazione e la facilità di una regolarizzazione di massa via PC:

Finchè fanno i „bravi“ clandestini, cioè lavorano diligentemente e non entrano in contrasto con la legge, il soggiorno illegale è considerato un peccato veniale. In perfetta armonia con la tradizione cattolica del perdono e dell’indulgenza lo stato italiano concede periodicamente amnistie. Ora anche con le ultime modernissime tecnologie. In questi giorni è stata messa online una recentissima procedura di legalizzazione che si chiama “Click Day”: lo slogan è “In regola via computer con un solo click”. Tramite la pagina del Ministero degli Interni 303.252 extracomunitari hanno presentato richiesta per i 52.080 permessi. La maggior parte di loro vive e lavora nel nord e centro Italia, solo un terzo in Lombardia, la regione più popolosa d’Italia. La maggior parte degli accessi sono stati eseguiti da bengalesi, circa 50.000, seguiti da marocchini, indiani, egiziani e cingalesi. Ministro degli Interni e quindi responsabile del Click Day è del resto Roberto Maroni della Lega Nord, che di regola non dovrebbe andare proprio d’accordo con gli extracomunitari. Che dietro la scorza dura del cattivo leghista si nasconda un grande, tenero cuore cattolico? O è semplicemente quel pragmatismo, che contraddistingue continuamente la Lega nella sua concreta attività politica? I ben 50.000 posti sono andati a ruba in pochi secondi, ha riferito orgoglioso Maroni. Tutto è andato correttamente, senza che la rete informatica del Ministero abbia avuto degli intoppi. Lui sa bene naturalmente che la nazione crollerebbe se non ci fossero gli extracomunitari. I 250.000 e oltre, che non ce l’hanno fatta continuano a pulire, costruire e curare nella clandestinità sperando nel prossimo Click Day che arriverà puntuale come l’Amen in Chiesa.

Nei Paesi Bassi Vrij Nederland ha intervistato Nichi Vendola, interrogandolo anche sul tema dell'immigrazione:

Il nuovo governo olandese ha il problema dell’islamizzazione ai primi posti sull’agenda politica. Come vede lei la cosa?

‘L’islamofobia è una forma di xenofobia generata dalla crisi. Come ogni forma di razzismo è anche questa alimentata da leggende e superstizioni. L’islamofobia si basa sulla minacciosa idea che l’Islam colonizzerà l’intera Europa culturalmente e religiosamente. Vista storicamente la cosa è un pensiero ridicolo e non sostanziato, soprattutto se pensi che perfino sotto l’impero ottomano non c’è stato pericolo di islamizzazione. Noi abbiamo più difficoltà nei confronti del mondo multiculturale di quanta ne avessero i nostri antenati. Il pericolo reale è il fondamentalismo in tutte le sue manifestazioni. Quel fondamentalismo lo puoi combattere solo a condizione che come prima cosa l’islamofobia sia bandita, e che la Turchia e i Paesi balcanici occidentali entrino a far parte della UE. La cosa paradossale è che proprio una società così aperta e multiculturale sia ostacolata da leader come Sarkozy e Berlusconi. Loro sono quanto di peggio potesse capitare al nostro vecchio continente. Loro sono contro l’ampliamento della UE e proprio per questo si crea una base fertile per il fondamentalismo islamico’.

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