Riforme: al via la commissione dei 35 saggi

Quagliariello: risultati in 4 mesi o ne prenderemo atto


Prima riunione questa mattina a Palazzo Chigi, nella sede della Conferenza Stato-Regioni, per la comissione dei 35 "saggi" (la ex Convenzione per le riforme) incaricata di mettere a punto il percorso di riforme istituzionali su cui poi sarà chiamato a esprimersi il Parlamento. Ai 35 esperti, scelti tra le varie aree politiche, ne sono poi stati aggiunti altri 7 con i compiti di estensori. All'apertura dei lavori della commissione erano presenti il premier Enrico Letta, il ministro per le Riforme Quagliariello, quello per i rapporti con il Parlamento Franceschini e i presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, Francesco Paolo Sisto e Anna Finocchiaro.

Il premier ha definito il lavoro dei saggi "un'opportunità unica che non va assolutamente sciupata", a fargli eco anche Anna Finocchiaro che ha spiegato come non esista "nessun piano B" rispetto al lavoro degli esperti, ma ha tenuto a ribadire come "sarà fondamentale il loro contributo ma la scelta sarà politica".

Più ultimativi i toni del ministro Quagliariello, che già ieri aveva rilasciato dichiarazioni in cui dava al governo di cui fa parte una scadenza di quattro mesi per iniziare il cammino delle riforme, trascorsi i quali l'appoggio del centrodestra verrà meno. Oggi ha ribadito il concetto con una metafora culinaria:

Bisogna prendere una decisione politica entro quattro mesi, se non c'è, vuol dire che la maionese non ha preso e ne prenderemo atto

Aggiungendo poi:

Non è l'ennesima inaugurazione, perché si è consapevoli che c'è la speranza di uscire dal tunnel più forti di come siamo entrati; ma questo passa anche e soprattutto dalla capacità di dotare il Paese di istituzioni forti ed efficienti.

Rigido il calendario dei lavori: i 35 esperti dovranno consegnare entro il 15 ottobre la relazione finale del lavoro. Non si tratterà di un testo normativo e neppure di una proposta di legge, ma di uno "stato dell'arte" sui punti critici dell'assetto istituzionale italiano. A quel punto la palla passerà a una commissione composta da 20 senatori e 20 deputati, che sarà chiamata a scrivere le riforme da sottoporre poi al voto del Parlamento. Ammesso, però, che in quattro mesi la maionese non impazzisca.

Foto © Getty Images

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