Speciale riforma della giustizia: la separazione delle carriere


La riforma della giustizia presentata ieri dal Guardasigilli Alfano, è stata definita "epocale" da Berlusconi. Si tratta in effetti di una ristrutturazione complessa e a tutto campo. Cercheremo di spiegarla punto per punto, in modo che i lettori possano farsi un'idea e giudicarla il più possibile lontano da preclusioni ideologiche.

Prima però sarà bene specificare che l'intera architettura della riforma non è retroattiva, dunque non si applica a tutti i processi in corso, compresi quelli di Berlusconi. Insomma, non è una riforma ad personam.

Il punto cardine della riforma è la separazione delle carriere. Di questa urgenza si sente parlare da tempo, ma soprattutto a chi non sia addentro alle problematiche tecniche di settore, la cosa potrebbe sembrare trascurabile o comunque di scarsa rilevanza. Vediamo allora quali siano i motivi che spingono in questa direzione.

Il sistema attualmente in vigore fa sì che tra il giudice e i pubblici ministeri viga una consuetudine e spesso anche un'amicizia, data da comuni frequentazioni e interessi. Tutto questo non riguarda direttamente i processi, ma in più occasioni si è visto come li possa anche influenzare. Un esempio si ebbe proprio all'epoca di Mani Pulite, quando gli avvocati della difesa si trovarono i posizione di netta inferiorità di fronte all'asse Ghitti (gip), Davigo, Colombo e Di Pietro (pm).

È pur vero che un gruppo di lavoro unito, anche tra gip e pm, può portare a risultati maggiori, ma non è più possibile sbilanciare in questo modo i rapporti tra le parti, e quindi ben venga la separazione. Per ottenere questo risultato, che prevede due Csm distinti (su questo torneremo in seguito) è prevista la modifica dell'articolo 104 della Costituzione, che cambierà così:


"I magistrati si distinguono in giudici e pubblici ministeri. La legge assicura la separazione delle carriere". "I giudici costituiscono un ordine autonomoe indipendente da ogni potere e soggetto solo alla legge".

Quanto ai pm: "L'ufficio del pm è organizzato secondo le norme dell'ordinamento giudiziario che ne assicurano l'autonomia e l'indipendenza".

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