Gli insulti su un forum politico sono perseguibili come diffamazione: la sentenza della Cassazione

La notizia non porterà alcun cambiamento nelle abitudini e nello stile dei lettori e dei commentatori di PolisBog, che non sono avvezzi ad utilizzare insulti ed improperi contro autori, politici e organizzazioni internazionali. Rimane comunque interessante, solo per cultura personale, leggere quanto stabilito dalla Cassazione in merito alla diffamazione compiuta attraverso i commenti e le opinioni espresse via web.

Sarebbe stato dunque chiarito che chi

si connette a Internet tramite il PC di casa e partecipa ad un forum politico su web inveendo e diffamando un soggetto e la sua famiglia commette diffamazione e il codice numerico IP cui è associato attraverso il gestore della linea telefonica ne è prova schiacciante, cui si aggiunge il nickname utilizzato. La Cassazione (sentenza 8824/11) ha stabilito la responsabilità penale per diffamazione a carico di un soggetto operante su un forum web identificato mediante il numero IP del suo computer.

Non esisterebbero dunque attenuanti per chi utilizza il web (o, magari, un blog) per insultare e diffamare politici, amministratori, autori e altri utenti.

Non opera nemmeno l'esimente dell'esercizio del diritto di critica politica dal momento che le espressioni offensive consistono non già in un dissenso motivato, espresso in termini misurati e necessari, bensì in un attacco personale lesivo della dignità morale ed intellettuale dell'avversario e del contraddittore.

La Cassazione, nel caso ve ne fosse bisogno, ribadisce dunque che il dissenso politico, anche sul web, può essere motivato e articolato ma non deve degenerare nell'insulto.

Via | La Stampa
Foto | Flickr

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