Berlusconi e Bersani: boxe o ping pong?

Schiette le affermazioni odierne di Berlusconi e altrettanto schiette le immediate risposte di Bersani. Continua il botta e risposta fra il capo del governo e il leader dell’opposizione.

Il Cavaliere: “Sono coraggioso, temerario, anche un po' eroico e forse un po' matto”. E riferendosi alla decisione di varare la riforma della giustizia: “Ho detto variamo subito questa importante riforma e lo abbiamo fatto”. Poi il premier ha proseguito: “Le carriere separate dei giudici e dei magistrati esistono in tutto il mondo . Sono la regola. E l'autonomia dell'azione penale significa solo che anche i Pm sono cittadini come gli altri e devono rispettare le norme e le priorità. Così come in tema di responsabilità civile, i magistrati se sbagliano devono pagare. E questo è il minimo richiesto in uno stato di diritto. Non c'è nulla di questa riforma che possa far gridare allo scandalo o suscitare indignazione”.

Da Abano Terme (Padova), dove ha partecipato alla chiusura della Scuola di Politica del Pd, Bersani ha controbattuto: “Lui cerca sempre lo scontro per mettersi al centro del ring e non stare all'angolo, cerca lo scontro. Scontro con l'opposizione, coi magistrati, coi giudici, con la Costituzione, la corte costituzionale, ma questo Paese non ha più bisogno di ring ma di riforme e sono dieci anni da che governa Berlusconi, che noi di riforme non ne abbiamo".

Tornando alla riforma della giustizia proposta dal governo, Bersani ha osservato che "se ne parla da quando lui è in campo tutti i giorni, la giustizia è ancora ferma al palo. I cittadini non hanno visto un minimo di cambiamento, così come non hanno visto nessuna riforma in campo sociale ed economico, cosa di cui nessuno parla - ha concluso - in una situazione di crisi molto seria”. Lotta continua. Anzi, continua il bla bla. E la barca (non) va.

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