Riforma della giustizia: Pd cercasi


Mentre il Governo vara una "epocale" riforma della giustizia, tocca riaprire un vecchio discorso; quello del dialogo tra maggioranza e opposizione nel nostro paese. Con particolare riferimento al Pd. Il principale partito antiberlusconiano (perché di questo alla fine si tratta) ancora una volta ha totalmente chiuso la porta al dibattito, arroccato sulla posizione della richiesta di dimissioni del Premier.

Ora, senza voler entrare nella solita diatriba su Berlusconi, e anche ammettendo che il Pd abbia ragione a chiederne insistentemente le dimissioni, a che serve l'Aventino di Bersani & co.? Non dico che debba votare a favore della riforma, ma almeno esprimere una posizione che non sia l'è tutto sbagliato, è tutto da rifare di bartaliana memoria.

Nella nostra analisi sui punti salienti del nuovo sistema abbiamo evidenziato molte cose positive ma anche diverse negative (per esempio la questione dell'intervento parlamentare sulle priorità relativamente all'azione penale obbligatoria). Perché il Pd non fa lo stesso?

Non si può essere sempre contro tutto, altrimenti si perde in credibilità. E questo è l'ennesimo regalo a Berlusconi, perché la gente non voterà mai un partito che dice solo no, ma preferirà sempre chi comunque fa, anche sbagliando. E anche se quello che fa va a proprio vantaggio personale, per prevenire la solita obiezione.

Ma non è questo il punto. Il punto è: dov'è il progetto alternativo del Pd?

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