Speciale riforma della giustizia: la disciplina dell'azione penale

Continua il nostro speciale sulla riforma della giustizia. Dopo esserci occupati della separazione delle carriere e dello sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, delle nuove norme in materia di responsabilità civile dei magistrati, passiamo alla questione dell'obbligatorietà dell'azione penale.

E lo dico subito, se le precedenti norme convincevano, questa rappresenta il vero punto debole della nuova architettura giudiziaria. Il pm continua infatti ad avere l'obbligo dell'azione penale, ma da ora innanzi dovrà farlo "secondi i criteri stabiliti dalla legge".

Che cosa significa questo? Semplicemente che siccome le azioni penali sono in numero preponderante, al momento attuale le procure esprimono una "scelta" andando ad occuparsi di ciò che ritengono opportuno. Questa scelta viene essenzialmente demandata ora alle camere, che decideranno delle priorità di cui occuparsi. Avremo una graduatoria delle categorie di reati di maggior allarme sociale secondo il Parlamento, per capirci.

Chiariamo subito che siamo nel campo delle ipotesi, perché la legge di attuazione deve precisare le modalità del tutto, ma come ipotesi pare piuttosto plausibile.

Questo provvedimento andrebbe a colpire principalmente quelle procure che si occupano per propria scelta sempre degli stessi temi. L'esempio principe è il Partito della Procura milanese accusato da Berlusconi di non fare altro che tentare di incastrarlo, mentre ci sarebbero molti altri (presunti) reati di cui occuparsi, e che vengono trascurati.

Il problema è che la soluzione trovata, se dovesse confermarsi, è tutt'altro che convincente, e si presta anche ad abusi di potere del Parlamento (leggi: della maggioranza di volta in volta in carica) che potrebbe utilizzare il nuovo sistema per distrarre la magistratura da indagini scomode.

Siamo dunque tra l'incudine (procure che perseguono fini politici) e il martello (rischio di predominio del potere politico su quello giudiziario). Una questione davvero di difficile soluzione in un paese in cui ognuno pensa al proprio interesse personale prima che ai cittadini e alla giustizia reale.

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