"Potrei allearmi con Al Qaeda". L'ultima provocazione di Gheddafi


Il dibattito sulla situazione militare libica è più acceso che mai. Negli ultimi giorni i media hanno posto l'accento sulla controffensiva governativa, facendo sembrare l'esercito di Gheddafi sul punto di riconquistare il paese una roccaforte dopo l'altra.

Invece le cose non stanno esattamente così. La ripresa di alcuni centri, pur importanti, non significa che la situazione si sia già ribaltata, ma semplicemente che il Rais non è ancora morto. Le truppe governative sono ben lontane da Bengasi, capitale della Cirenaica e e dei ribelli, e quasi 200 chilometri non si coprono da un giorno all'altro.

In più sono spuntate nuove, misteriose armi in mano agli insorti, cosa che fa pensare all'appoggio di qualche potenza estera (un paese mediorientale, ad esempio il Qatar?).

In quest'ottica va letta la nuova sparata odierna di Gheddafi, che minaccia di allearsi con Al Qaeda. Il tutto in un'intervista al Giornale.

«Se i governi occidentali si comporteranno come in Iraq, la Libia uscirà dall'alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con Al Qaeda e dichiariamo la guerra santa».

Parole che sembrano tradire il nervosismo di chi sente che la situazione gli sta sfuggendo di mano.

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