Referendum nucleare 2011: Fukushima e l'emozione che vince sulla ragione

fukushima centrale nucleare

Il terremoto che ha colpito il Giappone, questa disgrazia enorme con tanto di crisi nucleare abbinata ha riacceso il dibattito sull'atomo anche in Italia. Tra molte paure e pressapochismi, uno dei pochi che hanno acceso il cervello prima di mettersi a scrivere è stato l'ottimo Amedeo Balbi, astrofisico e ricercatore a Tor Vergata che ne ha scritto dettagliatamente sul suo blog.

Oggi invece due dei maggiori quotidiani italiani mettono in home page confronti, dibattiti, dichiarazioni più umorali, che sembrano chiudere la porta alle centrali nel nostro paese. Se il Corriere mette a confronto Celentano e Boncinelli sul referendum per il nucleare che si terrà a breve, Repubblica va sul pratico, e ci spiega che nessun governatore PdL vuole le centrali sul suo territorio.

Contrari per qualcosa di ben più importante della salute pubblica, la loro salute politica: i voti. Se c'è qualcosa che toglie voti, è essere a favore di una centrale nucleare. In Italia è così, c'è poco da fare. Ma il 12 e 13 giugno ci sarà da andare a votare per il referendum sulle nuove centrali - e non solo: fatevi un'idea su wikipedia dei referendum abrogativi 2011...

Non è ancora chiaro come andranno le cose a Fukushima, in Giappone, quella che non è una nuova Chernobyl, ma lo è già diventata giornalisticamente e di riflesso per il senso comune. Il nucleare continua a fare paura, continua a essere qualcosa che in Italia evoca paure in buona parte irrazionali.

Basta vedere - e non è solo una questione di "compostezza" editoriale - come aprono le home page dei maggiori quotidiani esteri e quelli italiani. Il Guardian, che certo non è una fonte paludata e noiosa, mentre scrivo ha questa home page

gaurdian crisi nucleare

Titolo principale: "Evacuata la centrale nucleare di Fukushima". Semplice, lineare, dice tutto. niente emozioni, il mero dato. I fatti.

Ecco invece l'home page del maggiore quotidiano cartaceo italiano.

corriere fukushima

Tutta un'altra cosa, ampio spazio al lato emozionale della tragedia (i "cinquanta eroi" il "sacrificio"), gif animata in alto a far scorrere le immagini a loop della tragedia.

Pulitissima anche la home page di Le Monde

le monde akihito

Certo, queste saranno solo coincidenze, la sobrietà contro la passione, ma a me sembra che indichino una tendenza molto chiara: nel nostro Paese parlare di nucleare usando solo il cervello è impossibile. Ci vuole il cuore: e quando ci si mette il cuore a volte si sbaglia, si esagera, si eccede. Oppure ci si prende in pieno.

Per questo vi chiedo: quali sono le vostre intenzioni di voto per il referendum abrogativo sul nucleare di giugno? Le volete o no le centrali?

Ps: domanda non poi così tanto oziosa e ovvia, perché proverò a richiedervelo tra un paio di settimane o tra un mesetto, quando la tempesta emotiva sarà calata.

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