Si scrive Matteo Renzi ma si legge Vittorio Feltri ...

Sì, titolo che calza a pennello, quello di Matrix, “Attenti a quei due”. Sull’ovattato ring televisivo, l’uno è il “rottamatore” Matteo Renzi sindaco di Firenze, l’altro è il “guastatore” Vittorio Feltri ariete mediatico del Cavaliere. Il conduttore dice che i due sono accumunati dalla stessa qualità: “Il parlare fuori dai denti”.

Già, ma sputano entrambi nella stessa direzione (il Pd, la sinistra ecc.) e si chiudono entrambi a riccio nel difendere … l’indifendibile (il Cav.).

Ok, superate le ideologie, superati gli schemi sinistra-centro-destra, superati i partiti, superato il vecchiume della prima Repubblica, possibile che il “nuovo” che affascina tal binomio Renzi-Feltri sia quello marcato da Berlusconi e Bossi con cricche, voltagabbana prezzolati e bunga bunga associati?

Evidentemente il burbero Feltri fa il suo gioco, e lo fa bene. Ma il maratoneta Renzi, che gioco gioca?

L’ultima, per chiarirci le idee: il “rottamatore” spinge per mettere il nome del candidato premier sulla scheda elettorale, bocciando il “no” del segretario del Pd Bersani (“Una decisione che ci riporta indietro di 30 anni”, taglia corto il sindaco fiorentino). Già. Evidentemente al giovane buon Matteo piacciono i partiti padronali come Pdl, Lega, Idv ecc, con uno solo che comanda e gli altri obbediscono, magari profumatamente pagati. Dal partito padronale al Paese padronale, il passo è breve.

Pare proprio che Feltri e Renzi siano fratelli siamesi! Un consiglio a Matteo: perché non torni ad Arcore dall’Unto del Signore e ci resti? Attenti a quei due? Soprattutto attenti a quelli come Renzi, simbolo del nuovismo e dell’arrivismo. Cambiare tutto e tutti, per lasciare Berlusconi dov’è.

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