Libia, Gheddafi, Occidente: i risultati del sondaggio e l'imminente attacco


Dopo settimane di stallo - un tempo che nel caso libico è sembrato tendente all'infinito - il Consiglio di sicurezza delle nazioni unite ha approvato una risoluzione che va oltre la fly zone, e prevede "tutte le misure necessarie per proteggere i civili". Decisione spinta da Francia Inghilterra e Stati Uniti, che non ha riscosso particolare entusiasmo nel governo cinese che ha espresso "serie riserve" sull'uso della forza. Anche la Turchia si è opposta, la Russia non ci pensa proprio a inviare truppe e l'India - dato interessante - ha dichiarato di "ritenere che non debba esserci alcuna interferenza sugli affari interni libici della Libia".

Il dado però sembra essere tratto, anche perché Gheddafi spinge e annuncia tramite tv che non avrà nessuna pietà "per i ratti di Bengasi", una dichiarazione che lascia pochi dubbi alle sue reali intenzioni. In queste ore il rais e le sue truppe stanno bombardando Misurata. L'Italia metterà a disposizione le basi, il Canada invierà sei caccia.

L'Italia dunque rimane cauta, le probabili conseguenze saranno calcolabili solo a battaglia conclusa: a Bengasi i ribelli festeggiano, probabile Francia e Inghilterra faranno altrettanto al termine quando diventeranno partner privilegiati della Libia al posto dell'Italia. Il nostro sondaggio di 48 ore fa aveva parlato chiaro: anche i nostri lettori si schieravano in grande maggioranza per l'intervento armato. Dopo il salto i risultati.

Fonte|Bbc

Il 56% dei votanti infatti si è schierato per l'intervento militare diretto contro Gheddafi, il 24% è contro l'intervento diretto ma per il supporto militare ai ribelli, solo il 6% per la no fly zone e un altro esiguo 4% tenterebbe di ricucire con il rais, ipotesi però abbastanza impensabile in questo momento.

Dunque stravince l'idea di un intervento teso a tutelare la popolazione insorta e i civili dalla vendetta cruenta annunciata da Gheddafi: una decisione però che ha diviso radicalmente - come abbiamo visto - la comunità internazionale.

Una decisione - positiva o negativa che fosse - non più rimandabile a causa del possibile imminente annientamento dell'ultima roccaforte ribelle, Bengasi.

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