Libia, Bossi e la sinistra uniti nella "vergogna". Italia in guerra senza maggioranza di governo.

Dopo il placet dell’Onu (risoluzione 1973), è in pieno sviluppo l’attacco armato alla Libia di Gheddafi con la missione “Odissea all’alba” firmata in primis da Usa, Francia, Gran Bretagna, cui, oltre agli interessi umanitari, fa gola il business del petrolio e del gas del rais.

Nell’operazione anti rais, c’è anche l’Italia, pur non essendo del tutto chiari i contorni militari e politici. Ai bagliori delle prime bombe su Tripoli, come lumaconi dopo la grandinata, tornano in piazza le anime belle del “pacifismo pacifondaio” e i leghisti gettano la maschera, pronti a strumentalizzare la vicenda per fini elettoralistici.

La saggezza e il realismo del presidente Napolitano (“Oggi servire la pace significa trovare il modo di andare incontro alle popolazioni perseguitate non rimanendo indifferenti alle sofferenze e alle repessioni”) non interessano né i pacifisti a corrente alternata e né i leghisti, chiusi nella propria ottusità localistica.

A dire il vero, nel coro nazionale dei “distinguo” c’è gran ressa, con in campo tutta la sinistra “dura e pura”: si va da Vendola di Sel, alla Camusso della Cgil, dai quotidiani Il Fatto a Liberazione, tutti comunisti, vetero o post, che tornano alla loro frase preferita: “ma anche”.

La sinistra Made in Italy torna cioè a ciurlare nel manico e a imbrogliare le carte, fregandosene del “compagno” Gheddafi e delle sue repressioni, interessandosi invece solo e sempre di ricaricare la pistola ad acqua dell'antiberlusconismo.

Che si doveva fare di fronte al genocidio in corso d’opera di Gheddafi contro il popolo libico? Chi fermava i miliziani del rais già dentro Bengasi e pronti a fare “piazza pulita” dei “rivoltosi”? I bla bla della sinistra dimostrano la sua pochezza politica e la sua inconsistenza elettorale.

Tornando a Bossi, stavolta il Senatur si è superato: “La sinistra vuole l’intervento per far arrivare immigrati in Italia e averne il voto. Con i bombardamenti verranno qui milioni di immigrati”. Dalla tragedia alla farsa.

Il dato politico interno è che la maggioranza, su un nodo cruciale come la politica internazionale e con l’Italia “dentro” la guerra, non c’è più. Berlusconi si arrampica sugli specchi, Bossi si smarca, il Paese è senza guida. Mentre i nostri elicotteri e i nostri caccia armati di misiili e bombe, sono con i motori accesi..

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