Lampedusa caos: 5000 immigrati, 5000 abitanti. E il governo svuota il mare con un cucchiaino da thè

altroVisti i precedenti, si è portati a dire che Bossi non avrebbe mai ragione. Ma, proprio visti i precedenti, si può dire che Bossi qualche ragione ce l’ha. Nel senso che, strumentalmente o no, il Senatur non ha paura di mettere le mani nello “sporco”.

Così come sulla mozione depositata alla Camera in cui si chiede che tutti gli Stati Ue si prendano le responsabilità sui rifugiati e sugli immigrati irregolari in arrivo dalla Libia e dintorni. Voce nel deserto? Ma che fa l’opposizione?

Questa storia infinita degli immigrati a Lampedusa già puzzava prima e rischia da qui in avanti di mandare in cancrena, con l’isola, una intera nazione. Esagerazioni? Provare per credere.

Cinquemila disperati tengono a pelo d’acqua un’isola che conta cinquemila abitanti. Siamo già al pari e patta. Con i venti di guerra in corso i barconi scaricheranno nei prossimi giorni quantità enormi di uomini, donne e bambini in fuga dalla tragedia libica. L’isola è oramai ridotta a un lazzaretto.

In qualsiasi altro posto, gli abitanti avrebbero già occupato, per protesta, ferrovie, strade, autostrade, e non solo. Qui non c’è niente da occupare, c’è solo da rimanere aggrappati alla propria disperazione.

Il governo promette “compensazioni” in cambio di uno status che sa di gente oramai intrappolata in una rete da cui non si sa come ne uscirà. L’azione delle istituzioni ha l’effetto di chi vuole prosciugare il mare con un cucchiaio. Il governo annaspa e l’Europa, proprio per l’inconsistenza e la poca credibilità dell’esecutivo italiano, se ne lava le mani. Così l’isola di Lampedusa è abbandonata a se stessa. Tale e quale la penisola.

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