Una moratoria per il nucleare in Italia: il Governo tenta di evitare la bocciatura al referendum


Rimandare di un anno tutte le decisioni operative sul ritorno all'energia nucleare in Italia per attendere che il clima diventi più sereno. Sarebbe questo il principio bacato secondo il quale il Consiglio dei ministri si appresterebbe a decidere una moratoria di 12 mesi sui decreti attuativi della scelta atomica intrapresa da Pdl e Lega.

La logica di tutto ciò è semplice quanto disarmante nella sua scorrettezza e può essere tradotta così: siccome adesso i cittadini si sono resi conto di quanto è davvero pericoloso avere delle centrali nucleari in casa, sarebbe meglio rinviare l'inizio dei lavori al prossimo anno, quando la labile memoria degli elettori avrà rimosso le terribili immagini provenienti dal Giappone. E soprattutto quando ormai, sperano i governativi atomici, il referendum sarà stato in qualche modo scavalcato.

Il referendum popolare sul ritorno all'energia atomica dovrebbe infatti avvenire entro giugno 2011. Se prima di allora venisse resa nota la lista dei siti nucleari la vittoria dei No sì all'abrogazione, già data per schiacciante, sarebbe ulteriormente sostenuta da tutti coloro che non vogliono avere un deposito di rifiuti radioattivi sotto casa, potendo contare solo sulle rassicurazioni di Bossi e Berlusconi circa la totale innocuità di quanto sepolto.

Foto | Flickr

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