Il Carroccio e la compagnia delle lauree taroccate


Interessante scoop di Libero (come sempre il nostro quotidiano preferito) che sulla scia di quanto scoperto da Oggi sulla sottosegretaria Santanchè si lancia all'attacco di alcuni esponenti leghisti che avrebbero decorato il proprio curriculum con lucine accademiche diversamente valide.

Il sottosegretario alla Semplificazione Francesco Belsito e l’assessore lombardo Monica Rizzi, hanno giurato di avere titoli di studio di cui in Italia non possono fregiarsi. Il primo ha diffuso curricula in cui si definisce dottore in Scienze Politiche o in Scienze della Comunicazione, titoli strappati all’estero, e ha avuto difficoltà a terminare le superiori. La seconda è addirittura indagata dalla procura di Brescia per abuso di professione: s’è spacciata per psicologa scrivendolo sui volantini elettorali nel 2005, partecipando a convegni e incassando consulenze dalla Provincia.

La questione si fa spinosa e, speriamo, avrà numerosi altri protagonisti: tutti quei dottori e quei laureati che sono arrivati a Malta, in Inghilterra in Polonia o in altre mete prestigiose per ottenere un titolo spendibile in politica ma privo di reale valore accademico.

Nonostante sia comprensibile che gli Amministratori leghisti vogliano avere un curriculum adeguato per non accusare complessi di inferiorità di fronte ai percorsi formativi del Trota, va rimarcato che in realtà si tratta pure di uno spreco di soldi: comperare una laurea in Italia non è poi così difficile, perché prenderci pure un aereo?

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