Ore 12 - Nucleare, pochi a naso in su a scrutare la "nube". E il governo cerca altri limoni da spremere

altroPochi col naso in su, nel Belpaese, a scrutare la nube radioattiva in arrivo dal Sol Levante.

In Italia il premier ha altre gatte da pelare, dai processi al “rimpastino”, al fuoco sull’ex amico Gheddafi. E il ministro Carfagna s’arrabbatta fra master più o meno taroccati, mentre in Germania una laureata in fisica, il cancelliere Angel Merkel mette la parola fine alle centrali nucleari nel Paese locomotiva d’Europa.

Anche su questa vicenda, esplosa con la tragedia in Giappone, il Governo fa la sua “bella figurina” da … pirla: è l’ultimo esecutivo in Occidente a puntare nelle centrali nucleari, poi, vista la … gaffe (e i sondaggi...) allunga il brodo, con pause di riflessione, rinvii o moratorie, solo perché teme perdite di consenso elettorali.

Alla fine di queste giravolte, la conclusione è una sola: il governo non sa che pesci pigliare, di fatto l'Italia è senza una politica energetica.

Mettere insieme i dodici mesi di moratoria e i 24 mesi per l'elaborazione della strategia nucleare, ovvero a scadenza delle legislatura, dà la misura di quanto il nodo nucleare fosse diventata esplosivo per il Governo.

Adesso, ammettere che il rilancio nucleare italiano era già morto prima di nascere e dire “scusate” alla lobby che già si stava fregando le mani al pensiero di tutti quei miliardi di euro di soldi pubblici necessari al programma nucleare spiazza le cricche amiche di chi conta e decide.

E’ in questa ottica che vanno lette le dichiarazioni di chi si attarda ancora nel dire che ci sono decisioni da ponderare e non da assumere sull'onda dell'emotività. Ma, anche se si chiude l’affaire del nucleare, c’è sempre un nuovo limone da spremere.

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