Gheddafi in esilio! Ecco l'idea del nuovo asse italo-tedesco.

Due “debolezze” fanno una forza? Stavolta a mettersi insieme sono il sempre barcollante Berlusconi e la sempre più debole Merkel. Il premier italiano e la cancelliera tedesca provano a costruire un asse parallelo (alternativo?) al binomio franco-inglese sul nodo infuocato della Libia.

In effetti, dopo il “no” del governo tedesco a rispondere a Gheddafi con le bombe e dopo le giravolte dell’esecutivo italiano, la partita è tutta in mano a Sarkozy, spalleggiato dagli inglesi e (sottobanco) da Obama.

In questo quadro è adesso pronta una proposta italo-tedesca per affrontare da un’altra angolazione la crisi libica. A dirlo è il ministro degli esteri Franco Frattini in una intervista a Repubblica.

L'iniziativa è finalizzata a riportare la pace nel paese nordafricano “affiancandosi” all'azione politica condotta invece dal tandem franco-inglese. Il documento sarà illustrato al vertice della coalizione martedi a Londra.

Il piano dovrebbe poggiare sull'esilio del colonnello Gheddafi. Ma la road map ha nel cessate il fuoco immediato il primo ineludibile passaggio. Questo, ha spiegato Frattini, "dovrà essere monitorato dalle Nazioni Unite. E l'istituzione di un corridoio umanitario permanente". Oltre al coinvolgimento delle organizzazioni internazionali come Lega Araba e Unione africana, il ministro è convinto che "occorrerà coinvolgere i gruppi tribali, quantomeno i più rappresentativi. Tutti insieme lavoreranno quindi per una costituzione per la Libia, della quale il paese finora è stato sprovvisto". Speriamo non sia l’ennesimo pasticcio all'italiana aggravato dal prezzemolo tedesco.

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